Concorso Custodi dell'Acqua e della Terra

I nostri studenti vincitori con il primo e il secondo posto al concorso Eco Schools

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da RedazioneWeb

Docente

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Il nostro Istituto con la classe 3^B e con l’alunna Anita Massa ha ottenuto rispettivamente il primo ed il secondo premio nell’ambito del Concorso di idee “Custodi dell’acqua e della Terra” il cui obiettivo primario è trasformare la consapevolezza ambientale in azione creativa. Il concorso, promosso dal Comune di Latina, in collaborazione con il Consorzio Di Bonifica Lazio Sud Ovest, nell’ambito del Programma Eco-schools ha fatto parte del programma di iniziative per la celebrazione della Giornata Internazionale della Terra 2026 e della Settimana della Bonifica e dell’Irrigazione 2026. L’evento conclusivo delle attività e la cerimonia di premiazione si sono svolti il 19 maggio presso i Giardini Del Consorzio Di Bonifica Lazio Sud Ovest in Corso Matteotti a Latina. 

Il Concorso di idee “Custodi dell’acqua e della Terra” il cui obiettivo primario è trasformare la consapevolezza ambientale in azione creativa. Il cuore del progetto risiede nell’idea di “custodia attiva”, con l’obiettivo di infondere in ogni studente la consapevolezza che il cittadino non è un semplice spettatore, ma il primo custode della biodiversità e delle infrastrutture che garantiscono la vita e la sicurezza del paesaggio naturale e urbano. Il concorso si articolava su tre filoni tematici: gestione dei rifiuti, cambiamenti climatici (allagamenti e siccità) e custodia del territorio e della biodiversità. Gli studenti della classe 3^B indirizzo audiovisivo e multimediale, coordinati dai docenti Lanzidei e Leuzzi, hanno affrontato il filone tematico “Custodia del territorio e della biodiversità” realizzando uno spot sociale che presenta il dialogo tra l’Uomo e la Terra.

L’alunna Anita Massa della classe 2C, con la supervisione della Prof.ssa Scifoni, ha realizzato l’opera “Crepe”, sempre per il filone tematico “Custodia del territorio e della Biodiversità”; l’opera nasce dall’incontro del volto umano e della materia naturale della corteccia, un atto simbolico potente. La corteccia racconta anni di vento, pioggia, sole, ferite, crepe e ferite rimarginate. La custodia nasce proprio da lì, da questa capacità di sentire il territorio non come qualcosa al di fuori di noi, ma come qualcosa a cui si appartiene veramente.

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